MMX Architettura zona critica

Ciò che manca

In questo libro mancano molte cose: mancano le ultime opere di Frank O. Gehry, Richard Meier, Steven Holl, Peter Zumthor, Paulo Mendes da Rocha, Alvaro Siza, Rafael Moneo, Antón García-Abril, Valerio Olgiati, Cino Zucchi; manca la 12. Mostra Internazionale di Architettura di Venezia; mancano Dubai [...]
GIZMO

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Gizmo


MMX  Architettura zona critica


a cura di Marco Biraghi, Gabriella Lo Ricco, Silvia Micheli

progetto grafico Pupilla Grafik

Zandonai, Rovereto 2010


www.zandonaieditore.it

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Premessa


Ciò che manca


In questo libro mancano molte cose: mancano le ultime opere di Frank O. Gehry, Richard Meier, Steven Holl, Peter Zumthor, Paulo Mendes da Rocha, Alvaro Siza, Rafael Moneo, Antón García-Abril, Valerio Olgiati, Cino Zucchi; manca la 12. Mostra Internazionale di Architettura di Venezia; mancano Dubai, Mumbai, Lagos, Las Vegas, Seattle, Chicago, Rio de Janeiro, Buenos Aires, Barcellona, Lisbona, Rotterdam, Parigi, Tokyo, Sidney; manca la questione degli indici di edificabilità; manca l’analisi del PGT di Milano; manca il G8 alla Maddalena; manca la discussione del DDL 1905 sull’università; manca la ricostruzione del sistema gelatinoso dei concorsi; mancano i pannelli fotovoltaici e le facciate ventilate; mancano le architetture neovernacolari; mancano i contributi di Kenneth Frampton, Peter Eisenman, Franco Purini, Franco La Cecla, Saskia Sassen, Stefano Boeri, Luca Molinari, Marco Casamonti; manca un’intervista a Renzo Piano; manca un’intervista a Massimo Cacciari; manca la recensione all’ultimo libro di Vittorio Gregotti; mancano le ville con piscina in Polonia e in Portogallo; manca l’architettura d’interni; manca l’architettura del paesaggio; mancano i caratteri tipologici e distributivi degli edifici; manca la museografia; manca la domotica; manca l’architettura digitale; manca il disegno d’architettura; manca Massimo Scolari – e l’elenco potrebbe continuare ancora a lungo.

Tutte queste cose semplicemente mancano, e non vi è alcuna giustificazione per la loro assenza.


Inoltre, in questo libro mancano altre cose ancora: mancano i ringraziamenti; manca l’indice dei nomi; mancano le note (con un’unica, significativa eccezione); manca la bibliografia; manca la legenda degli archivi; manca il taglio monografico; manca il regesto delle opere; mancano le schede; manca lo specialismo pedante; manca la rigidità; manca la monotonia; manca il paludamento pseudo-accademico; manca la compiacenza nei confronti dell’establishment; manca ciò che di norma non può assolutamente mancare.

Tutte queste cose mancano, ma la loro assenza è giustificata dal fatto di essere voluta.


Infine, vi sono molte cose che mancano al di fuori e al di là di questo libro: manca la forza delle idee; manca il coraggio di rompere gli schemi; mancano la forza e il coraggio di prendere posizione; manca la capacità di sottoporre a critica il sistema dominante; manca l’onestà, l’integrità morale per opporsi agli interessi dei potenti; manca la volontà di investigare “mettendo in relazione”, anziché “scavando”, come talpe; manca l’agilità per divertirsi seriamente e per esser seri divertendosi; manca l’intelligenza, la profondità per guardare al passato come a un tempo attivo, vivo; manca la sensibilità per guardare al presente come a un tempo passibile di interpretazione; manca l’immaginazione per guardare al futuro come a un tempo possibile, rispetto al quale provare ancora a dire, a progettare qualcosa.

Tutte queste cose mancano nella situazione attuale, e la loro assenza è una delle ragioni che giustifica l’esistenza di questo libro.



Al primo decennio del XXI secolo che volge ormai al termine si riferisce, nella maggior parte dei casi, questo libro. Ciò rende ragione del suo titolo: MMX.


GIZMO


Ottobre 2010


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