La strada che ha attraversato l’oceano


 

 

Paolo Portoghesi
© AAM Galleria

 

 



sabato 11 settembre 2010, ore 14.00


Spazio Esedra, Giardini della Biennale


Venezia

 

Intervengono


Paolo Baratta

Claudio D’Amato Guerrieri

Hans Kollhoff

Frédéric Migayrou

Roberto Pirzio-Biroli

Franco Purini

Slobodan Danko Selinkic

 

 

Prosegue sabato 11 settembre la rassegna dal titolo I Sabati dell’Architettura, ciclo di conversazioni con i Direttori delle Mostre Internazionali di Architettura della Biennale di Venezia, organizzato dalla Biennale di Venezia presieduta da Paolo Baratta, nell’ambito della 12. Mostra Internazionale di Architettura, People meet in architecture, diretta da Kazuyo Sejima, in collaborazione con Telecom Italia.

 

Dopo l’incontro diretto da Vittorio Gregotti, che ha aperto la rassegna sabato 4 settembre, la seconda conversazione in programma, La strada che ha attraversato l’oceano,sarà diretta da Paolo Portoghesi con la partecipazione di Claudio D’Amato Guerrieri, Hans Kollhoff, Frédéric Migayrou, Roberto Pirzio-Biroli, Franco Purini e Slobodan Danko Selinkic.

 

«La Mostra di quest’anno è la dodicesima. Diverse espe rienze sono state compiute, che ci possono illuminare sul cammino da percorrere in futuro. Ci siamo rivolti ai direttori delle passate edizioni della Biennale di Architettura – dichiara Paolo Baratta – ai quali abbiamo chiesto di tornare per un giorno pieno a parlare a noi e ai visitatori degli argomenti che più loro aggradano, in liberi seminari nei quali non mancherà certamente qualche riferimento alla loro Biennale, che in tal modo potranno rivivere nel ricordo e nella riflessione come esperienze sempre vive e vitali.»

 

Direttore della Biennale di Architettura del 1980 con la mostra «La Presenza del Passato», e del 1982 con «Architettura nei Paesi Islamici», Paolo Portoghesi ritorna a Venezia per raccontare la storia del suggestivo Teatro del Mondo di Aldo Rossi, celebre struttura galleggiante ormeggiata a Punta della Dogana nel 1979, e della Via Novissima, la strada postmoderna costruita insieme a venti architetti tra i più famosi nel mondo (Venturi, Gehry, Koolhaas, Hollein, Isozaki, Graves, Stern, Krier, Bofill, Ungers, Dardi, Purini, Anselmi, Gordon-Smith, Moore, Tygerman, Greenbereg, Scolari, Kleihues e Portzamparc) all’interno dello spazio delle Corderie dell’Arsenale.

La Via Novissima riscosse un grande successo da parte di tutto il pubblico che, per la prima volta, varcò l’ingresso dell’Arsenale e visitò le Corderie. Dopo la Biennale del 1980 l’installazione venne riproposta a Parigi e a San Francisco e fu, a tutti gli effetti, la prima strada della Biennale che attraversò l’oceano.

 

«L’incontro dell’11 settembre servirà a fare un bilancio a trenta anni di distanza – spiega Paolo Portoghesi – del significato culturale di un evento che riproponeva, come attuale, il tema del confronto di diversi architetti all’interno dello scenario della città in uno dei grandi archetipi della antropizzazione della terra: la strada, come matrice dello spazio urbano. Durante l’incontro verrà anche rievocato l’ampio dibattito seguito alla mostra sul post-moderno, al quale parteciparono intellettuali di spicco di varie discipline. »

 

Organizzati presso lo Spazio Esedra ai Giardini, il Teatro Piccolo e il Teatro alle Tese all’Arsenale, I Sabati dell’Architettura vedranno i Direttori affiancati da architetti, critici e personalità del mondo dell’architettura per ripercorrere i temi della contemporaneità e la storia di un settore che coinvolge un pubblico sempre più numeroso di appassionati e curiosi. Oltre a Vittorio Gregotti, il primo direttore ad aprire le conversazioni, e Paolo Portoghesi protagonista di sabato 11 settembre, la rassegna ospiterà Hans Hollein (25 settembre), Deyan Sudjic (9 ottobre), Kurt W. Forster (16 ottobre), Richard Burdett (23 ottobre), Aaron Betsky (30 ottobre) e, per concludere, Kazuyo Sejima (20 novembre).