Macerie

di Marco Biraghi

Anche per oggi non ci si può occupare di architettura. E chissà se ce ne si potrà occupare in futuro.

Ormai il nostro Paese sta andando diritto verso la catastrofe, e nessuno tra coloro che ne sono responsabili sembra preoccuparsene, se non per dire che lui non c’entra, e che è tutta colpa degli altri.

La constatazione che resta da fare è che per i prossimi anni, probabilmente, non ci sarà molto da costruire – semmai soltanto macerie da spalare.

Né si può dire che non ce ne si fosse accorti per tempo, e che non si fosse avvertito del pericolo.

Resta la responsabilità di chi ci ha portati fin qui, e di tutti coloro che gliel’hanno permesso.

E se dei primi (al di là del fatto che si salveranno per tempo su qualche isola tax exempt) risulta francamente difficile scordarsi, neppure degli ultimi bisognerà dimenticarsi. Anche se c’è da star certi che, al momento della resa dei conti, non ne rimarrà nemmeno uno disposto ad ammettere di averli votati.

7 ottobre 2011