I sommersi e i salvati: a Bovisa prosegue il dibattito

Dopo la pubblicazione dell’articolo “Dead is more: dissenso a Bovisa“, due assistenti di due diversi docenti che hanno partecipato al Workshop sulle Caserme di Milano ci hanno scritto il loro punto di vista. Non tutto e non tutti, ci dicono, sono stati oggetto di dissenso. Pubblichiamo i loro testi di seguito, assieme ad alcune fotografie che ci hanno inviato.

Arch. Aleksa Korolija – assistente della Professoressa Laura Montedoro, con la quale ha seguito un gruppo di studenti durante il Workshop.

Buongiorno,

Scrivo in merito al repertorio fotografico di post-it che, in modo molto onesto, hanno dato i propri giudizi a quelle che sembravano delle ‘Tavole degli Orrori’, per citare la Seconda Esposizione di Architettura Razionale del 1931. Ogni riferimento politico al periodo è assolutamente casuale, ma credo che il titolo renda il senso dei disagi di oggi e di allora!
Mi sento in obbligo, tuttavia, di inviarvi le foto di alcuni commenti positivi relativi alle tavole del gruppo capitanato dai Professori Laura Montedoro e Stefano Guidarini e che nella campagna non hanno trovato posto. Sento di doverlo fare perché in Bovisa non tutti sono uguali e non tutti sono sfumature di Canella; COESISTONO, e non é sempre facile, anche docenti che fanno ricerca, viaggiano, guardano alla contemporaneità con uno sguardo maturo, consapevole e critico. Criticare non vuol dire sparare a zero sul mondo post-Sessantotto: la vera creatività trova le sue radici nel presente, le rielabora, guarda al passato, è per definizione vasta e dai confini abbastanza irregolari. Ci tengo che facciate sapere che accanto al vecchiume e ai rami secchi che affollano Bovisa e il Politecnico esistono anche esperienze altre, alternative, e sarebbe giusto farlo sapere ai vostri lettori.
Buona visione

Aleksa Korolija

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Arch. Edoardo Bernasconi – assistente del Prof. Angelo Torricelli, con il quale ha seguito un gruppo di studenti durante il Workshop.

Sono un assistente nel Laboratorio di Progettazione Architettonica del Prof. Angelo Torricelli e ho lavorato come tutor durante il Workshop delle Caserme.

Innanzitutto vorrei dire che sono molto contento, e molto divertito, dall’iniziativa di “Architettura Incivile”: è sempre un bene quando l’Università diventa luogo di dibattito – soprattutto in questo momento di intorpidimento generale – e trovo che non ci sia niente di più salutare per la mente che esercitare il proprio dissenso critico. Edoardo Sanguineti diceva che la poesia si fa per antipatia, e allora io credo che anche l’Architettura, talvolta, vada fatta “per antipatia”.

Ho però un piccolo appunto da fare riguardo al vostro articolo, se non altro per il fatto che io, assieme ai miei colleghi, tutti ragazzi di poco più grandi degli studenti che hanno partecipato, ho lavorato molto per portare a compimento quelle poche ma dense tavole che vedete appese; per questo vorrei sottolineare, anche con una punta di orgoglio (perché so quanto possano ferire i commenti sul proprio lavoro), che tutto sommato i commenti mossi al nostro lavoro erano piuttosto bonari, se non positivi (c’è un “BRAVI”, che però potrebbe essere ironico o scritto da uno dei nostri studenti), e non critici come invece asserite nell’articolo.

Vi allego anche le foto fatte ai nostri post-it, a dimostrazione del fatto che non dico fesserie.

Grazie per l’attenzione e con la promessa che cambieremo le texture vi porgo i miei cordiali saluti.

Edoardo Bernasconi

torricelliprogetto

21 marzo 2014